Wotan ha visto il Ragnarök
Ha visto gli dèi cadere, Ásgarðr bruciare e il lupo divorare il sole.
Ma il suo unico occhio gli ha mostrato anche qualcosa che le Norne non avevano previsto: una parte della notte sopravvivrà alla fine degli dèi e attraverserà tutte le epoche.
I capitoli
Dove va il libro
L'Oblio non è un mostro né un esercito: è ciò che separa gli uomini, cancella il significato dei giuramenti e convince ciascuno che salvarsi da solo sia sufficiente.
Wotan non può impedire la fine del proprio mondo, ma può affidare agli uomini qualcosa capace di attraversarla. Non sceglie una famiglia, perché il sangue si perde. Non fonda un regno, perché i regni cadono. Non crea un esercito, perché ogni esercito può trasformarsi nello stesso male che dovrebbe combattere.
Affida una runa a Geri e Freki, e li manda a cercare coloro che, pur potendo proseguire da soli, scelgono di voltarsi verso chi è rimasto indietro.
Il libro racconta la nascita del Branco, le sue prime battaglie e il prezzo del Patto. I Lupi riescono a salvare il proprio popolo, ma scoprono presto che la vittoria può essere pericolosa quanto la sconfitta: alcuni vorrebbero trasformare il Branco in un esercito e la Tavola in un trono.
Il conflitto decisivo non è contro un nemico esterno, ma contro la tentazione del potere. Il primo Custode comprende che il compito dei Lupi non è governare il mondo: è impedire che il mondo li convinca a tradire ciò che li ha uniti.
Quando l'epoca degli dèi termina, Wotan scompare e i due lupi entrano nella foresta. Prima di partire, il Viandante avverte il Custode: il Branco morirà molte volte, ma potrà rinascere ogni volta che qualcuno riaprirà il Diario e lascerà un posto libero alla Tavola.
La Tavola viene smontata, il Diario affidato a un viandante. Il nome dei Lupi svanisce lentamente dalla storia e diventa leggenda.
Poi il Patto smette di appartenere a chi lo ha pronunciato
Oltre le montagne c'è una terra con un re, un esercito e leggi antiche — e una generazione che non ha mai visto il Viandante.
