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Dal diario · La storia

Libro III — L'Ultimo Focolare

Il Diario attraversa i secoli fino a Pyro, dove la tentazione del potere torna identica a mille anni prima.

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Il Diario attraversa tutte le epoche

L'umanità lascia la Terra, attraversa i punti di salto e fonda colonie tra le stelle. Incontra i Banu, combatte i Tevarin, subisce la tirannia dei Messer e costruisce l'UEE. Le navi diventano città, interi pianeti vengono ceduti alle corporazioni.

Ogni generazione aggiunge pagine, registrazioni e memorie.

Questa parte la racconta CIG

Il nome Galimar diventa progressivamente più ambiguo. Forse viene trasmesso da un Custode al successivo. Forse è un titolo. Forse è il modo con cui il Diario riconosce chi ha accettato di portarne il peso.

Sotto i Messer

Ai margini della storia ufficiale

Durante il regime dei Messer i Lupi vengono perseguitati, perché rifiutano di trasformarsi in uno strumento del potere.

Nascondono la Tavola dentro una nave da trasporto e dividono il Diario, spargendone copie tra sistemi diversi. Salvano dissidenti, trasportano medicine, conducono famiglie lungo rotte segrete.

Non diventano celebri. Sopravvivono ai margini della storia ufficiale.

Quando arrivano i Vanduul

Le quattro funzioni

Con i Vanduul il Patto torna a essere necessario. I Lupi riemergono come comunità di combattenti, medici, esploratori, tecnici, minatori e costruttori — e le antiche funzioni del Branco assumono nuove forme.

La Mist

La Tavola che ha imparato a muoversi

La Mist diventa il centro della nuova Stirpe. Non è soltanto un'ammiraglia: nel suo cuore viene ricostruita la Tavola, usando il frammento più antico sopravvissuto, e il Diario viene custodito nella sala centrale.

I Lupi non hanno più una terra comune, quindi trasformano una nave nella loro casa.

È una fortezza, ma anche un rifugio. Può distruggere una nave nemica col proprio railgun, ma la sua vera ragione di esistere è raggiungere chiunque abbia chiamato nel buio.

Il tradimento

La stessa tentazione, dopo mille anni

Nel 2954 l'UEE è fragile, le corporazioni controllano interi mondi e Pyro è ciò che esiste oltre il confine dell'ordine. Galimar comprende che il Branco non può continuare a vivere soltanto reagendo alle emergenze: serve costruire qualcosa che sopravviva alle guerre future.

Nasce il progetto dell'Ultimo Focolare: un insediamento lontano dalle grandi potenze, fondato non per dominare un territorio, ma per offrire una casa a chi non ne ha più una.

Il progetto divide i Lupi. Una parte della Stirpe ritiene che la flotta debba usare la propria forza per controllare rotte e sistemi. Il loro comandante sostiene che soltanto il potere possa garantire la sopravvivenza: vuole trasformare la Mist in un trono e il Branco in un impero.

La storia torna così al conflitto del primo libro. Dopo quasi mille anni, la tentazione è la stessa.

L'imboscata a Pyro

La scelta

Il comandante tradisce il Branco, consegna ai nemici la rotta dell'Ultimo Focolare e prepara un'imboscata nel sistema Pyro. La Mist e il convoglio vengono attaccati durante la migrazione.

Lo Scudo potrebbe aprirsi un varco e salvare l'ammiraglia. Ma una nave della Forgia è danneggiata e non riesce a proseguire.

Galimar deve scegliere tra il futuro del progetto e la più antica legge del Patto.

La battaglia non viene vinta dalla forza della Mist, ma dalla capacità delle diverse parti del Branco di agire come un solo organismo. Lo Scudo resiste, il Sostegno recupera i feriti, la Forgia tiene in vita le navi, l'Avanguardia trova una rotta attraverso la tempesta.

Il railgun della Mist spara un unico colpo decisivo — non per vendetta, ma per aprire al convoglio la strada verso il futuro.

Oltre Pyro

Il ritorno

I Lupi raggiungono finalmente il mondo destinato all'Ultimo Focolare: un pianeta bianco, coperto di foreste e montagne ghiacciate.

Quando Galimar lo osserva per la prima volta, comprende che il viaggio non li ha condotti verso qualcosa di nuovo. Li ha riportati al punto dal quale erano partiti.

Il mondo viene chiamato Midgard.

Sulla superficie viene costruita una grande sala circolare. Al centro, la Tavola. Il Diario viene aperto sull'ultima pagina e Galimar registra i nomi di chi ha attraversato la lunga notte.

Mentre i Lupi sono riuniti, una piccola nave sconosciuta atterra ai margini dell'insediamento. Ne scende un giovane viaggiatore, solo e spaventato, che ha seguito il loro segnale senza sapere chi fossero.

Galimar non gli domanda quale nave possieda, quanto sappia combattere o da quale mondo venga. Gli indica il posto vuoto alla Tavola.

La fine che non è una fine

Come la profezia continua

Gli dèi sono caduti. I regni sono diventati polvere. L'umanità ha raggiunto le stelle portando con sé le proprie paure.

Eppure, dopo quasi mille anni, qualcuno risponde ancora nel buio.

Il Branco non ha sconfitto l'Oblio una volta per tutte: nessuno può farlo. Ha semplicemente imparato che, in ogni epoca, l'Oblio deve essere sconfitto di nuovo.

La prossima cosa

Il posto vuoto alla Tavola non è una metafora

È ancora lì. Se vuoi occuparlo, si comincia dal Codice — che è il Patto, con parole di oggi.

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